Bilancino Sport Festival 28 e 29 Aprile

Il Lago di Bilancino si prepara ad accogliere centinaia di triatleti e il grande pubblico per una intensa due giorni di sport e divertimento lungo le sponde del lago.

28 e 29 Aprile – Lago di Bilancino – Area Andolaccio

Sabato 28 aprile 2018
17.00 – 19.00 Consegna Accrediti e Pacco gara MEDIO e OLIMPICO
19.00 Presentazione gare e Briefing tecnico

Domenica 29 aprile 2018
7.00 – 10.00 Consegna Accrediti e Pacco gara
8.00 – 10.30 Apertura zona cambio
10.45 PARTENZA GARA Triathlon MEDIO
11.00 PARTENZA GARA Triathlon OLIMPICO
13.30 Pasta Party
16.00 Premiazioni ed esposizione classifiche

Parte da Barberino il tour “A tavola con Granaio dei Medici”

Partirà dal Centro Civico di Barberino il tour del consorzio “Granaio dei Medici”.  Un’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Barberino, nata per far conoscere la filiera agroalimentare mugellana. L’appuntamento con “A tavola con Granaio dei Medici” è quindi per sabato 14 aprile alle 19.30 con l’introduzione, ad ingresso libero, al progetto. Alle 20.00 tutti a tavola con il “Granaio ” con un menù 100% mugellano a base di tortelli e ravioli e molto altro ancora.

“Siamo molto contenti di quest’iniziativa – dichiara il presidente del consorzio Giacomo Tatti – il cui scopo sarà sia la promozione dei nuovi prodotti ma anche ricevere un feedback da parte dei nostri consumatori. Si tratterà sempre di pasta ripiena prodotta esclusivamente in Mugello con materie prime del territorio”.

Per maggiori informazioni e prenotazioni 333.8631577 o via mail

Al Teatro Corsini Mario Perrotta con “Milite Ignoto- Quindicidiciotto”

Il 14 aprile ore 19,00  incontro con Mario Perrotta e spettacolo alle ore 21,00.

Sabato 14  aprile ore 19,00
Biblioteca Comunale Ernesto Balducci
INCONTRO con Mario Perrotta

Sabato 14 aprile ore 21,00
Teatro Comunale Corsini Barberino di Mugello FI
Mario  Perrotta
MILITE IGNOTO
quindicidiciotto
uno spettacolo di Mario Perrotta

FINALISTA AL PREMIO UBU 2015 MIGLIORE NOVITÀ ITALIANA
SELEZIONATO DA EURODRAM – RETE EUROPEA DI TRADUZIONE TEATRALE

tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi
e da La Grande Guerra, i diari raccontano
un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi
Spettacolo inserito tra gli eventi del programma ufficiale del Centenario
della Prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Lo spettacolo
E chi scende da qui? Ci misi giorni di fatica e bestemmie a salire, tra cadaveri maleodoranti e rocce e grida di morte, ci misi l’orrore stampato negli occhi e il coraggio, tutto questo ci misi, tanto che adesso non scendo!
Resto quassù. Che poi, se anche scendo, nessuno mi può riconoscere, che la faccia me la fece saltare un mortaio e la voce fu graffiata da schegge. E il mio nome sparì dalla testa quando fu il grande scoppio. Lo scoppio che tutti ammazzò qui all’intorno. Tranne me che, però, non so più chi sono.
A volte mi paio uno, a volte un altro… Io sono uno, nessuno e tutti quelli saltati per aria, morti a fuoco, alla baionetta, asfissiati di gas e ghiacciati di freddo. Che tutti me li sento addosso e mi credo nei loro pensieri.
Certo, delle volte penserò di sicuro coi miei veri sentimenti, ma non so quando. Perché io mi ignoro. Sono ignoto persino a me stesso, figurati al mondo!
Ma io, il mondo, lo aspetto qui sopra, in trincea – tutto lo aspetto – che il mondo tutto è coinvolto. E questa è l’unica cosa che ricordo: che sono in guerra, una guerra enorme, mondiale addirittura e io – io che non so più chi sono, da dove vengo e chi mi ha messo al mondo; io sconosciuto anche alla sola madre che mi resta, la Madre Patria – io, per essa, la patria, giurai di morirmene, proprio come le altre 90.000 tonnellate di muscoli e ossa, morte prima di me. Io non scendo!

Appunti su Milite Ignoto
“Milite Ignoto” racconta il primo, vero momento di unità nazionale. È, infatti, nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Per questo ho immaginato tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione, una lingua che si facesse carne viva. Ho provato a cucire insieme nella stessa frase quanti più dialetti potevo, cercando le parole che consentissero passaggi morbidi o fratture violente. Ne è venuta fuori una lingua nuova che ha regalato allo spettacolo un suono sconosciuto ma poggiato sulle viscere profonde del nostro paese.
Ho scelto questo titolo, Milite Ignoto, perché la prima guerra mondiale fu l’ultimo evento bellico dove il milite ebbe ancora un qualche valore anche nel suo agire solitario, mentre da quel conflitto in poi – anzi, già negli ultimi sviluppi dello stesso – il milite divenne, appunto, ignoto. E per ignoto ho voluto intendere “dimenticato”:
dimenticato in quanto essere umano che ha, appunto, un nome e un cognome. E una faccia, e una voce. Nella prima guerra mondiale, gradatamente, anche il nemico diventa ignoto, perché non ci sono più campi di battaglia per i “corpo a corpo”, dove guardare negli occhi chi sta per colpirti a morte, ma ci sono trincee dalle quali partono proiettili e bombe anonime, senza un volto da maledire prima dell’ultimo respiro. E nuvole di gas che coprono ettari di terreno e radono al suolo interi battaglioni senza un lamento. E aerei che scaricano tonnellate di esplosivo dal cielo e navi che sparano cannonate a centinaia di metri di distanza. Unosparare nel mucchio insomma, un conflitto spersonalizzato in cui gli esseri umani coinvolti sono semplici ingranaggi della macchina della storia, del meccanismo che li ingoia e li trasforma in cose.
E proprio per questo – come sempre accade nel mio lavoro – sono andato controcorrente e ho rivolto la mia attenzione verso le piccole storie, verso gli sguardi e le parole di singoli uomini che hanno vissuto e descritto quegli eventi dal loro particolarissimo punto d’osservazione, perché questo è il compito del teatro, o almeno del mio teatro: esaltare le piccole storie per gettare altra luce sulla grande storia.

8 Marzo e non solo a Barberino

Dalla parte delle donne!

giovedì 8 marzo
Catalyst Teatro Corsini, Comune di Barberino, Sezione Soci Coop, Comitato Donne, Biblioteca, Knit Cafè

ancora una volta insieme, dalla parte delle Donne per il Progetto Bread&Roses

ore 18.30
CIRCOLO ARCI Barberino

incontro con la dott.ssa Laura Sarti, psicologa e psicoterapeuta

“Che donna sei?… parliamo di noi tra sogni, passioni e utopie”

ore 20.00
CIRCOLO ARCI Barberino

Aperitivo

A cura di Casa del Popolo, Sezione Soci e Comitato Donne

ore 21.00 TEATRO CORSINI

spettacolo teatrale

PASSIONI
quello che ci piacerebbe poter fare,

Ma non ci è dato la possibilità di essere di Michele Losi con Maria Sofia Alleva e Lucia Donadio musiche dal vivo Adalberto Ferrari, Andrea Ferrari e Nadio Marenco.

INGRESSO GRATUITO

Karl Valentin e Ödön Von Horváth, Miles Davis, Duke Ellington e Fiorenzo Carpi ispirano questa drammaturgia

originale, fatta di musica, danza e parole, liberamente ispirata al kabarett berlinese, in cui due attrici ci parlano idi sé, della propria condizione di artista, della propria condizione di donne e di precarie a tempo pieno. Oggi, come allora, lottando nel presente per costruire un futuro di bellezza…

 

Una giornata dedicata alle donne, senza mimose e tante celebrazioni, ma con la voglia di raccontarsi, confrontarsi, condividere e scambiarsi Passioni e utopie. E’ il programma al centro della giornata che Barberino dedica alle Donne: alle 18.30 si comincia con un appuntamento alla Casa del Popolo organizzato dalla Sezione Soci  e Comitato Donne e che vedrà la partecipazione della Dott.ssa Laura Sarti chiamata a condurre l’incontro/confronto “Che donna sei?… parliamo di noi tra sogni, passioni e utopie”. Seguirà un Aperitivo prima di spostarsi dalla Casa del Poolo al Teatro Corsini dove alle 21 andrà in scena lo spettacolo PASSIONI di Michele Losi, ovvero “quello che ci piacerebbe poter fare, ma non ci è dato la possibilità di essere”, con Mariasofia Alleva e Lucia Donadio.
Due giovani donne si incontrano una sera a teatro. Parlando delle rispettive esistenze si scoprono simili e in attesa di una vita diversa, della Grande Occasione. Lotte, cameriera in un pub, fin da piccola sogna di danzare; Greta, insegnante in un Liceo, vorrebbe fare la cantante. Sullo sfondo gli anni bui dei totalitarismi, in un continuo rimando ad un presente che potrebbe essere anche il nostro, oggi.
Karl Valentin e Ödön Von Horváth, Miles Davis, Duke Ellington e Fiorenzo Carpi ispirano questa drammaturgia originale, fatta di musica, danza e parole, liberamente ispirata al kabarett berlinese.
Lo spettacolo è realizzato a INGRESSO LIBERO grazie al contributo del Comune di Barberino di Mugello.

Note di regia
Era da anni che a teatro volevo raccontare gli anni tra la Grande Guerra e la Seconda Guerra Mondiale.
Un’epoca densa e complessa, per lo più buia e violenta, ma colma anche di inaspettate resistenze, nell’arte
come nella scienza, nella filosofia come nella politica. La Germania, con l’Unione Sovietica e l’Italia, fu
sicuramente uno dei massimi laboratori di quelle esperienze che pochi anni più tardi Hannah Arendt definì
totalitarismi. Partiamo proprio dalla Germania di Weimar, oramai arresa al nazionalsocialismo. E raccontando
questa storia, con un’iperbole spazio temporale, parliamo di oggi. Le due attrici ci parlano infatti di sé, della
propria condizione di artista, della propria condizione di donne e di precarie a tempo pieno. Oggi, come allora,
siamo figli della più grande crisi economica della nostra Epoca. E di fronte a questi grandi mutamenti la Bestia
della guerra, del razzismo e della violenza è sempre in agguato…